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Guidoncini Verdi

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    Gruppo Scout:

    Pantere

    Ciao! Questa è la vostra pagina in cui potete raccontare tutto il percorso che vi porterà alla specialità di squadriglia. Rendere questa pagina più bella è molto facile! Potete per esempio aggiungere un’immagine di copertina e di profilo, per farlo seguite le istruzioni a questo link.

    TUTTA LA PARTE SOTTOSTANTE È COMPLETAMENTE MODIFICABILE IN BASE ALLA VOSTRA FANTASIA E ALLE VOSTRE ESIGENZE!

    I blocchi grigi come questo contengono i nostri consigli. Quando avete finito di personalizzare la pagina, potete facilmente cancellarli. In ogni caso, vengono nascosti e non sono visibili sul sito.

    PRESENTAZIONE

    Ecco la nostra squadriglia💥

    Ci presentiamo brevemente:

    • Matilde(capo sq)
    • Ada
    • Ceci
    • Andressa
    • Rachele
    • Sofia
    • Letizia(vice)

    Screenshot
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    PRIMA IMPRESA

    IDEAZIONE

    Ecco, è il momento di IDEARE!

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete per mostrarci la mappa delle realizzazioni

    Come prima impresa abbiamo scelto di inventare un gioco che coinvolgesse tutto il reparto.

    Volevamo metterci in gioco e provare a trovare il luogo, i materiali e gli esercizi adatti per garantire un pomeriggio divertente e produttivo.

    Così dopo un pomeriggio di lavoro e qualche altro momento per perfezionare le ultime cose abbiamo ideato una staffetta che è poi stata presentata durante il campetto di Pasqua.

    REALIZZAZIONE

    Impresa è LASCIARE IL SEGNO!

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete per raccontare quello che avete realizzato

    Sostanzialmente e sinteticamente ad ogni membro della squadra è stato assegnato un animale che dettava il modo in cui ci si poteva muovere durante tutto il percorso, ad esempio, se fosse capitata la rana ci si sarebbe dovuti muovere a saltelli, se fosse capitato il cane a quattro zampe e così via. Il percorso era formato da esercizi ginnici e da una parte in cui bisognava rispondere a domande inerenti al mondo dello sport, allenando sia il corpo che la mente!

    Dato che con gli autofinanziamenti non siamo riuscite a guadagnare somme esorbitanti abbiamo optato per questo gioco anche per evitare le spese, decidendo di risparmiare i soldi necessari per la seconda impresa.


    Abbiamo utilizzato materiali che già possedevamo, come corde e scarponcini per creare i veri esercizi e delimitare le zone

    VERIFICA

    Ognuna di noi si è impegnata molto sia durante l’ideazione sia durante la realizzazione, proponendo idee, apportando modifiche e scegliendo la disposizione delle varie parti della staffetta per far sì che il risultato finale fosse coinvolgente, divertente e che sopratutto potessimo ritenerci soddisfatte del nostro lavoro.

    Abbiamo cercato di assicurare la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, e, dopo aver indagato un po’ in giro tra capi e repartari, sembra che sia piaciuto e che siamo riuscite a rispettare i nostri obiettivi.

    SECONDA IMPRESA


    IDEAZIONE

    Per la seconda impresa siamo partite carichissime. Dopo averci pensato un po’ e aver scartato delle idee che non convincevano tutte appieno abbiamo deciso di andare da Zero Gravity a Milano, eravamo tutte soddisfatte e per quel pomeriggio abbiamo chiuso il nostro quaderno di sq e ci siamo messe a parlare di altro.

    Nelle settimane successive ci siamo accorte che la cassa di sq non era proprio stracolma e dato che avremmo dovuto anche comprare una nuova batteria di pentole per il campo non avremmo avuto i soldi necessari, inoltre non tutte avremmo potuto prendere il treno per Milano senza accompagnatori.

    Abbiamo ufficialmente depennato l’idea di Zero Gravity quando ci è stata presentata l’opportunità di partecipare alla marcia di Libera il 21 marzo a Torino, perciò abbiamo speso parte della cassa di sq per il treno e non ce ne siamo pentite!

    Screenshot

    Abbiamo quindi optato per un’altra attività che avrebbe richiesto meno budget ma non per questo meno impegno da parte di tutte.

    PROGETTAZIONE

    Ci siamo nuovamente sedute intorno al tavolino dell’angolo di sq e ci siamo concentrate per trovare un’attività che coinvolgesse e che piacesse a tutte, l’attività in questione avrebbe dovuto avere un budget ridotto e avrebbe dovuto insegnarci nuove tecniche e cose che non conoscevamo.

    L’idea della squadriglia era quella in generale di fare qualcosa di poco conosciuto e diverso dal solito.

    Mi è quindi venuto in mente che io(Matilde) e Letizia abbiamo praticato per qualche tempo tessuti aerei e che in un armadio da qualche parte avevo ancora il vecchio tessuto con il quale mi esercitavo in salotto.

    Le altre hanno accolto benissimo l’idea, eravamo tutte eletrizzate e abbiamo scelto di vederci a casa mia dopo la riunione che abbiamo fatto prima della partenza per il campo.

    REALIZZAZIONE

    Ci siamo date appuntamento a casa mia verso tardo pomeriggio e ci siamo subito messe al lavoro.

    Prima di iniziare abbiamo riorganizzato l’ambiente per garantire la massima sicurezza: abbiamo spostato divano e varie sedie ai lati della stanza e posizionato un materasso spesso subito sotto il tessuto.

    Abbiamo cominciato mettendo un po’ di musica per caricarci e in seguito abbiamo svolto circa venti minuti di stretching ed esercizi di mobilità per braccia, spalle e addominali. La fatica si faceva già sentire i primi minuti e molte di noi hanno scoperto muscoli di cui ignoravano l’esistenza, tra le prime smorfie e qualche battuta sulla propria forma fisica.

    Io e Leti dopo averle ripassate abbiamo mostrato alle altre le prese principali e il passaggio fondamentale per avvolgere il tessuto attorno alla caviglia, così da creare un punto d’appoggio sicuro ed evitare di scivolare, la cosiddetta salita “a panino”. Capire l’incrocio della stoffa si è rivelato un po’ difficoltoso: qualcuna si è ritrovata con i piedi letteralmente impacchettati al contrario, scatenando le risate di tutte prima di riuscire a trovare l’incastro corretto.

    A turno, ciascuna ha provato ad arrampicarsi sul tessuto. Chi si sentiva più sicura ha sperimentato le prime posizioni base, tra cui l’inversione a testa in giù, che è diventata subito la preferita di tutte. Mantenere una posizione aggraziata mentre il sangue sale alla testa e le altre ballano e cantano sotto di te è stata la vera sfida della giornata. In ogni momento, chi era a terra ha garantito la massima assistenza, stabilizzando il tessuto ed evitando oscillazioni brusche.

    Impresa è LASCIARE IL SEGNO!

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete per raccontare quello che avete realizzato

    Avete già scoperto o scoprirete quanto sia bello fare qualcosa per gli altri, che magari possa porta un miglioramento nella realtà in cui siete o collaborare con altri gruppi e associazioni. A chi potrebbero essere utili le competenze acquisite?

    VERIFICA

    Impresa è CRESCERE!

    Ecco alcune domande che vi potrebbero guidare nella verifica dell’impresa

    • Come mi sono comportato nel mio posto d’azione? • Che atteggiamento ho avuto durante l’impresa?
    • Sono stato propositivo? • Ho svolto al meglio il mio compito?
    • Qual è stato il mio impegno durante tutta l’impresa? • Cosa non ho svolto al meglio? Perché?
    • Cosa ho imparato? • Ho conquistato Specialità e/o il Brevetto?
    • Quale impegno del mio sentiero sono riuscito a portare a termine?

    Tutte le componenti della squadriglia si sono messe in gioco, affrontando sia la parte di preparazione fisica sia la parte tecnica.

    L’obiettivo di far provare una disciplina insolita e fisicamente impegnativa è stato pienamente raggiunto

    Lo spirito di squadriglia è stato il vero punto di forza della giornata. Il clima di reciproco sostegno è stato fondamentale: chi saliva sul tessuto si è fidata delle indicazioni tecniche e della presenza delle compagne a terra, che mantenevano il tessuto fermo e controllavano la sicurezza.

    Ogni piccolo successo individuale (il primo nodo riuscito, la prima inversione) è stato festeggiato da tutte. Le difficoltà iniziali e le posizioni buffe sono state gestite con il giusto spirito di divertimento, permettendo anche a chi era più in difficoltà di non sentirsi giudicata.

    Nonostante la fatica evidente, testimoniata da mani arrossate, presa indebolita e i primi dolori muscolari alle braccia, abbiamo tutte affrontato l’esperienza con grande serietà, ovviamente senza accantonare la leggerezza e le risate che ci contraddistinguono, tanta pazienza e uno splendido spirito di collaborazione, sostenendoci a vicenda a ogni tentativo.

    FIESTA

    Verso le cinque abbiamo sospeso l’attività per rimettere a posto i mobili, ripiegare il tessuto e riordinare la stanza. Abbiamo concluso la giornata con una merenda ben meritata intorno al tavolo, cucinata dalla nostra aspirante cuoca Sofia, cogliendo l’occasione per fare il punto della giornata e fare qualche gioco tra risate e scherzi.

    MISSIONE

    • In cosa consiste la Missione affidatavi dai vostri capi?
    • Quali obiettivi prevede?
    • Raccontateci la vostra missione: ve l’aspettavate così?
    • Lo spirito con il quale l’avete a affrontata, gli incontri fatti, le competenze messe in gioco, le
      difficoltà nel portarla a termine, ciò che avete imparato. Arricchite la vostra relazione con foto, disegni,
      ritagli, video o quant’altro la vostra fantasia vi suggerisce! (Inviate le foto riguardanti le varie fasi di
      realizzazione della missione e non solo quelle del lavoro compiuto).

    Per la missione i nostri capi ci hanno messo nelle mani di Ornella, una giocatrice ipovedente di Showdown.

    Ma cos’è lo Showdown vi chiederete, bene anche noi ci siamo poste la stessa domanda ed Ornella è stata subito pronta a chiarire ogni nostro dubbio.

    Lo Showdown è una disciplina sportiva ideata per persone non vedenti e ipovedenti, considerata l’equivalente del ping pong. Due giocatori si affrontano ai lati opposti di un tavolo rettangolare.

    La pallina non vola ma scivola sul piano di gioco, passando sotto una sbarra centrale sospesa.

    La pallina contiene dei sonagli interni; il gioco si basa interamente sul suono, chiedendo al pubblico il massimo silenzio durante gli scambi.

    Tutti i giocatori indossano una mascherina opaca per livellare completamente le capacità visive.

    A turno, ogni componente della squadriglia ha indossato la maschera e si è messa alla prova in partita contro Ornella e contro le proprie compagne. L’obiettivo di sperimentare una disciplina sportiva inclusiva ed entrare in contatto diretto con la disabilità visiva attraverso lo sport è stato pienamente raggiunto.

    L’esperienza ha messo a dura prova i nostri sensi abituali, trasformandosi in una forte occasione di crescita e coesione per la squadriglia:

    Eliminare la vista ha imposto un livello di concentrazione e silenzio assoluto. Abbiamo dovuto imparare ad affidarsi totalmente all’udito e ai riflessi, scoprendo quanto sia fondamentale il controllo dei propri movimenti e del rumore attorno.

    Giocare contro Ornella è stato illuminante: la sua padronanza del tavolo, la precisione nei colpi e la velocità di reazione hanno mostrato a tutte quanto la tecnica e l’allenamento possano superare qualsiasi limite percepito.

    Chi era fuori dal campo ha garantito il totale rispetto del silenzio necessario per il gioco, per poi esplodere in tifo ed entusiasmo a ogni punto segnato.

    Screenshot
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    Ultimo aggiornamento:

    28 Agosto 2026

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