Guidoncini Verdi

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    Ciao! Questa è la vostra pagina in cui potete raccontare tutto il percorso che vi porterà alla specialità di squadriglia. Rendere questa pagina più bella è molto facile! Potete per esempio aggiungere un’immagine di copertina e di profilo, per farlo seguite le istruzioni a questo link.

    TUTTA LA PARTE SOTTOSTANTE È COMPLETAMENTE MODIFICABILE IN BASE ALLA VOSTRA FANTASIA E ALLE VOSTRE ESIGENZE!

    I blocchi grigi come questo contengono i nostri consigli. Quando avete finito di personalizzare la pagina, potete facilmente cancellarli. In ogni caso, vengono nascosti e non sono visibili sul sito.

    PRESENTAZIONE

    Ecco la nostra squadriglia

    CIAO SONO IL CAPO SQ

    CIAO SONO IL VICE SQ

    CIAO SIAMO LO SQUADRIGLIERE

    Raggiungo il mio obiettivo di conquistare il brevetto di giornalista

    Raggiungo il mio obiettivo di conquistare il brevetto di Maestro delle Tecnologie

    Ci impegniamo a conquistare le specialità di grafico, regista e fotografo.

    PRIMA IMPRESA

    IDEAZIONE

    Ecco, è il momento di IDEARE!

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete per mostrarci la mappa delle realizzazioni

    Avevamo il sogno di conoscere nuove realtà diverse dalla nostra, di condividere momenti, giochi e tradizioni con ragazzi e ragazze della nostra età, di apprendere di più su altre vite scout.

    La nostra Squadriglia con questa impresa vuole raggiungere i seguenti OBIETTIVI:

    • A. Conoscere nuove associazioni scout
    • B. Imparare nuovi giochi e tradizioni
    • C. Realizzare una serie di post o reel con articolo sottostanti

    LANCIO

    Per lanciare la nostra prima impresa abbiamo deciso di creare una scenetta nella quale abbiamo simulato un nostro incontro di squadriglia nel quale riflettevamo sui nostri sogni per l’impresa.

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete

    PROGETTAZIONE

    MAPPA DELLE OPPORTUNITÀ:

    NOMEIMPEGNO CONCRETO NELL’IMPRESAPOSTO D’AZIONE
    AuroraScrivere i testi degli articoliGiornalista
    MartinaMontare i videoMaestro delle tecnologie
    AlessandraRegistrare giochi, momenti di scambio e incontriRegista
    NinaRealizzare la grafica del giornalinoGrafico
    EsterFotografare i momenti salienti della nostra avventuraFotografo

    MATERIALI ED ATTREZZI NECESSARI

    OGGETTOA COSA SERVECHI C’E’ L’HACOSTO
    Macchina fotograficaFotografare e registrareAurora\
    ComputerA montare il video e realizzare i post.Martina, Nina\

    SPESE

    COSACHIQUANTO
    Biglietti trenotutte1.20

    REALIZZAZIONE

    Siamo la Squadriglia Scoiattoli del Terlizzi 3 e negli ultimi mesi abbiamo vissuto un’avventura diversa dal solito: le nostre Imprese per la Specialità di Giornalismo. Non ci siamo limitate a stare in sede; siamo uscite, abbiamo incontrato altri gruppi e ci siamo messe in gioco per scoprire cosa rende unico il nostro movimento.

    Il lavoro è stato un vero gioco di squadra in cui ognuna di noi ha messo il suo talento. Abbiamo realizzato diversi articoli che non volevamo condividere attraverso un semplice giornalino. Abbiamo invece deciso di realizzare post, vlog e reel che potessero illustrarvi nei migliori dei modi le nostre avventure. Queste esperienze ci rimarranno per sempre nel cuore, attraverso i nostri incontri abbiamo infatti conosciuto nuove persone, giochi, tradizioni e soprattutto nuovi, almeno per noi, modi di essere scout. Buona Caccia!

    Abbiamo iniziato la realizzazione della nostra impresa con un’esperienza davvero speciale: la partecipazione a un incontro di reparto del gruppo Assoraider Andria 1. Siamo state molto fortunate perché non abbiamo incontrato solo i nostri coetanei, ma abbiamo vissuto un confronto a 360 gradi che ha coinvolto il Branco, la Compagnia, i Raider e persino il fondatore della realtà locale.

    Se il panorama scout italiano è vasto, l’Assoraider (Associazione Scautistica Italiana) ne rappresenta una delle anime più storiche e indipendenti. Affiliata alla WFIS (World Federation of Independent Scouts), l’associazione custodisce il metodo originale di Baden-Powell declinandolo in chiave moderna e inclusiva.

    Il fulcro di questa realtà è il pluralismo. Essendo un’associazione a-confessionale, accoglie giovani di ogni fede o convinzione filosofica, puntando tutto sul rispetto reciproco e sul senso civico. Una cosa che ci ha colpite molto è che il gruppo di Andria rappresenti un esempio unico: pur facendo parte di una realtà a-confessionale che lascia la formazione spirituale alla libera scelta delle famiglie, il suo fondatore locale è proprio un sacerdote. La differenza più marcata rispetto ad altre realtà scout risiede nella coeducazione. In Assoraider, ragazzi e ragazze non percorrono sentieri separati, ma vivono la stessa avventura nelle stesse identiche unità. Questa scelta nasce dalla convinzione che la collaborazione quotidiana e il superamento delle barriere di genere siano fondamentali per formare cittadini capaci di costruire una società più equa e democratica. Durante l’incontro siamo entrate nel dettaglio dei loro riti di passaggio, momenti solenni che segnano l’evoluzione di ogni scout:

    • Il Salto del Fuoco: Nel passaggio dal Branco al Reparto, il lupetto sveste la camicia del “Pelliccia” per indossare quella verde foresta. Saltare attraverso le fiamme simboleggia la volontà di superare le paure dell’infanzia per nascere come Esploratore.
    • Il Passaggio del Ponte: Per entrare in Compagnia (Rover e Scolte), si attraversa un ponte di corda e pali costruito dagli scout stessi (pionieristica). Significa lasciare la riva sicura del gioco per quella della scelta adulta e del servizio.
    • Il Mistero del Fazzolettone: Un elemento che ci ha colpito molto è che l’appartenenza al gruppo non è legata a un unico fazzolettone sociale. In Assoraider, il fazzolettone cambia colore o si arricchisce a ogni tappa (Branca). È un segnale di maturità che testimonia che il ragazzo è pronto ad assumersi nuove responsabilità davanti alla comunità.

    Una vera particolarità è la Branca Raider (dai 18 anni). Questi giovani adulti non “escono” dallo scautismo, ma portano la loro competenza tecnica in progetti di alto profilo, dalla protezione civile all’intervento sociale. Il termine “Raider” indica proprio chi compie incursioni attive per migliorare la realtà circostante.

    Questo nuovo modo di essere scout ci rimarrà per sempre impresso. Ogni volta che vedremo le loro camicie verde foresta con il distintivo Assoraider, non potremo che pensare alle intense ore passate in una sede che ci ha aperto le porte e il cuore, mostrandoci la bellezza della fratellanza scout in ogni sua sfumatura.

    Continuando la nostra impresa, ci siamo immerse nel mondo della FSE (Federazione dello Scautismo Europeo), una realtà dove l’uniforme non è solo un abito, ma un simbolo di unità continentale. Ogni dettaglio che abbiamo studiato racconta una storia di disciplina interiore e disponibilità al servizio.

    A differenza di altre associazioni che usano il basco, nella FSE il Cappellone Boero a tesa larga è un pilastro fondamentale. Va portato rigorosamente “in bolla” (dritto) e rappresenta simbolicamente il tetto dello scout: una protezione contro il sole, la pioggia e le intemperie della vita.

    Un’altra tradizione che ci ha colpite molto è quella delle maniche arrotolate. Tranne che in occasioni solenni o d’inverno, lo scout tiene le braccia scoperte per indicare che è sempre “all’opera”, pronto al lavoro e al servizio in ogni momento.

    Nella FSE si cura moltissimo la forma, non per estetica, ma come esercizio di disciplina. Ecco cosa rende unico il loro modo di vivere il campo:

    • Il Passo di Pattuglia: Durante gli spostamenti ufficiali, le pattuglie marciano con un ritmo preciso e cadenzato, mantenendo il silenzio o intonando canti tradizionali.
    • Il Guidone: Portato dal Capo Pattuglia, non deve mai toccare terra: rappresenta l’onore e l’identità della pattuglia stessa.
    • La Cucina alla Trappeur: Nei campi estivi si pratica l’essenzialità estrema. Si impara a cucinare usando solo il fuoco, la cenere e pietre calde, senza l’aiuto di pentole o comfort domestici.
    • Il Saluto: Un dettaglio tecnico importante: il saluto scout (le tre dita alzate) si porta alla fronte solo se si indossa il cappello; senza copricapo, la mano si posa sul petto, all’altezza del cuore.

    Tutto questo si inserisce in una fratellanza senza frontiere: ogni dieci anni migliaia di scout si riuniscono nell’Eurojam. È un momento magico dove si parlano lingue diverse ma si prega e si canta insieme, sentendosi parte di un progetto di pace per tutta l’Europa.Infine, lo stemma stesso della FSE racchiude il loro ideale: il Giglio (purezza e direzione) unito alla Croce di Malta. Le otto punte della croce sono un promemoria costante delle otto Beatitudini, la “bussola” quotidiana per ogni Scout d’Europa.

    Impresa è LASCIARE IL SEGNO!

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete per raccontare quello che avete realizzato

    A chi destiniamo la nostra impresa?

    Al nostro reparto e alla nostra comunità in quanto vorremmo condividere con loro ciò che abbiamo imparato con realtà diverse dalla nostra.

    Avete già scoperto o scoprirete quanto sia bello fare qualcosa per gli altri, che magari possa porta un miglioramento nella realtà in cui siete o collaborare con altri gruppi e associazioni. A chi potrebbero essere utili le competenze acquisite?

    VERIFICA

    Impresa è CRESCERE!

    Ecco alcune domande che vi potrebbero guidare nella verifica dell’impresa

    • Come mi sono comportato nel mio posto d’azione? • Che atteggiamento ho avuto durante l’impresa?
    • Sono stato propositivo? • Ho svolto al meglio il mio compito?
    • Qual è stato il mio impegno durante tutta l’impresa? • Cosa non ho svolto al meglio? Perché?
    • Cosa ho imparato? • Ho conquistato Specialità e/o il Brevetto?
    • Quale impegno del mio sentiero sono riuscito a portare a termine?

    FIESTA

    Quando?! Dove?! Come?! Con chi?!

    Non abbiamo dimenticato che anche la nostra bella fiesta deve essere vissuta con lo stile scout con cui abbiamo vissuto tutto il resto!

    SECONDA IMPRESA

    Per la seconda impresa avevamo diversi sogni da realizzare come per esempio quelli di allontanarci dalla nostra zona comfort, conoscere la nostra storia in quanto scout, scoprire di più sulle redazioni

    Ecco, è il momento di IDEARE!

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete per mostrarci la mappa delle realizzazioni

    La nostra Squadriglia con questa impresa vuole raggiungere i seguenti OBIETTIVI:

    • A. Scoprire le nostre origini in quanto scout
    • B. Imparare di più sul giornalismo attraverso interviste ecc

    LANCIO

    Abbiamo realizzato una scenetta per il nostro reparto

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete

    PROGETTAZIONE

    MAPPA DELLE OPPORTUNITÀ:

    NOMEIMPEGNO CONCRETO NELL’IMPRESAPOSTO D’AZIONE
    AuroraScrivere articoliRedattore
    MartinaRealizzare e montare i video e i postMercurio
    AlessandraRegistrare videoRegista
    NinaOccuparsi della grafica dei postGrafico
    EsterScattare fotoFotografo

    ESPERTI ESTERNI:

    NOMECOMPETENZACONTATTICHI LO CONTATTA
    Valentina MurrieriGiornalistaTelefoniciAurora
    Giorgia SalicandroGiornalistaTelefoniciAurora

    SPESE

    COSACHIQUANTO
    Biglietti trenotutte185,40 euro
    Offerta pernottotutte20 euro

    REALIZZAZIONE

    È ormai finita la realizzazione della nostra seconda impresa e, con il cuore pieno di nuove esperienze e le gambe ancora pesanti per le lunghe camminate, siamo finalmente pronte a raccontarvi l’avventura che abbiamo vissuto. Sabato 9 e domenica 10 maggio ci siamo recate a Lecce e Taranto per immergerci in una realtà che ha superato ogni nostra aspettativa. Abbiamo realizzato due interviste fondamentali, vissuto un intenso incontro di reparto con i fratelli scout del CNGEI e, infine, visitato il Centro Studi Scout “San Giorgio” onlus.

    La nostra avventura è iniziata dalla stazione di Bari, dove il fischio del treno per Lecce ha dato il via a due giorni di scoperte. Arrivate alle 11 ci siamo spostati verso il centro città. Ad accoglierci c’era Valentina Murrieri, cronista di nera e giudiziaria per Lecceprima. Valentina non è il tipo di giornalista che sta seduta dietro una scrivania; lei la notizia la vive, la respira, a volte la indossa. Ci ha raccontato che per lei il giornalismo non è una caccia allo scoop, ma una forma di utilità sociale.

    “Finché c’è solo l’immaginazione, abbiamo la presunzione di aver capito,” ci ha detto con una forza che ci ha scosse. Per spiegarcelo, ha usato un’analogia potente: il Treno della Memoria. Puoi studiare Auschwitz per anni sui libri, ma finché non calpesti quel suolo, non capirai mai davvero. Valentina ha applicato questo principio al suo lavoro: si è bendata gli occhi per camminare accanto a un non vedente e ha usato una sedia a rotelle per mappare le barriere architettoniche di Lecce. Ha voluto sentire sulla propria pelle la frustrazione di una persiana aperta male o di un marciapiede troppo alto.

    Ci ha parlato del lato oscuro della nostra terra, la Sacra Corona Unita, una mafia che oggi non usa più le bombe ma “lavora sotto traccia”, riciclando denaro sporco in attività apparentemente pulite. Ma ci ha anche regalato una speranza: la gente ha sete di Good News. “Il salvataggio di un cane o il lieto fine di un bambino vengono letti molto più della tragedia,” ci ha svelato, ricordandoci che il giornalista ha il dovere di non dare una lettura 

    Nel primo pomeriggio ci siamo dirette verso il fascino senza tempo del Convitto Palmieri. Lì ci aspettava Giorgia Salicandro, una giornalista che non si limita a riportare i fatti, ma li “abita” con la narrazione.

    Parlare con Giorgia è stato come sfogliare un libro vivente. Ci ha raccontato che la sua passione non è nata dalla curiosità per la “notizia” nuda e cruda, ma da un amore viscerale per la scrittura coltivato sin dai tempi del liceo artistico. Per lei, il giornalismo è narrazione del reale. Ci ha colpito molto quando ha ammesso che, nonostante la sua carriera, la paura di non essere all’altezza non l’ha mai abbandonata. “Sentire una parte fragile di sé ci aiuta a empatizzare con gli altri,” ci ha spiegato, sottolineando come l’ascolto sia la chiave di tutto.

    Abbiamo approfondito temi delicatissimi, come il suo lavoro di fixer per la TV francese durante le inchieste nei campi migranti in Albania. Ci ha descritto luoghi privi di bellezza, simili a prigioni, dove l’unico modo per reagire è usare gli strumenti del mestiere per dare dignità alle persone. Giorgia ci ha insegnato che non dobbiamo mai presentare i migranti solo come “vittime” o “poveri profughi”, perché questo significa ridurli a una sola parte della loro vita, ignorando la loro interezza di esseri umani, le loro lauree o il loro ruolo sociale nei paesi d’origine.

    Ci ha raccontato storie che tolgono il fiato, come quella di un mediatore palestinese la cui famiglia possedeva una masseria con cammelli e alberi di carrubo a Gaza. Suo nonno morì aspettando davanti alla radiolina la notizia che la guerra fosse finita. E ci ha svelato un piccolo “gossip” professionale: ha conosciuto suo marito, il musicista albanese Redi Hasa, proprio durante un’intervista per il suo libro I Nuovi Salentini. In un’epoca di social media e intelligenza artificiale, il suo consiglio per noi aspiranti giornaliste è stato chiaro: verificate sempre le fonti nei canali ufficiali e non smettete mai di studiare.

    Nel pomeriggio, il nostro “sentiero” ci ha portate a Castromediano, alla sede del CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani), l’unico gruppo scout laico di Lecce. Per noi dell’AGESCI è stata una rivelazione. Sebbene le nostre divise siano diverse, lo sguardo dei ragazzi era lo stesso: curioso, attivo, accogliente.

    Siamo state subito coinvolte in un progetto tecnico ambizioso: la costruzione di una giostra a forma di stella. Qui, la teoria delle legature ha incontrato la pratica più dura. Abbiamo “messo le mani in pasta” tra pali di castagno e corde, realizzando legature quadre e diagonali con una precisione che non ammetteva errori. Ogni nodo doveva essere perfetto per garantire la stabilità della struttura.

    Vivere il loro Quadrato è stato un momento di grande confronto. Abbiamo scoperto tradizioni diverse, come il modo di chiedere il silenzio o i loro gridi di reparto. Ci siamo divise in due fazioni per una gara di velocità: far girare la giostra stella nel minor tempo possibile. Nonostante i nostri sforzi e la nostra coordinazione, la vittoria ci è sfuggita di mano, ma il premio vero è stato l’aver costruito qualcosa insieme a chi, fino a un’ora prima, era un perfetto sconosciuto. 

    Dopo una cena trascorsa a scambiarci storie di campi e di rotte, siamo tornate alla sede che ci ospitava a Castromediano, stanche ma grate per l’ospitalità di quella “periferia” che ci ha fatto sentire a casa.

    La mattina del 10 maggio la sveglia è suonata presto, ma l’adrenalina era più forte della stanchezza. Alle 11:00 siamo arrivate a Taranto, dove i volontari del Centro Studi Scout “San Giorgio” ci hanno aperto le porte di una vera “capsule del tempo”.

    È stato un tuffo nell’archeologia del nostro movimento. Sapevate che il gruppo più vecchio della Puglia è quello di San Severo, nato nel 1922? O che proprio da Taranto nel 1963 partì il contingente italiano per il Jamboree in Grecia? I volontari ci hanno mostrato reperti incredibili: dai vecchi reggi-zaino in metallo — dei telai usati per distanziare i pesanti zaini militari dalla schiena, prima dell’invenzione degli schienali moderni — fino a una raccolta infinita di distintivi scambiati ai Jamboree di tutto il mondo.

    Ci hanno mostrato un pezzo di storia rarissimo: il fazzolettone originale del Jamboree di Moisson (1947), definito il “Jamboree della Pace” perché fu il primo del dopoguerra. Abbiamo visto kit da campo per la Messa racchiusi in scatoline di cartone e legno, e un reperto che ci ha lasciate a bocca aperta: un dente di lupo. Anticamente, ai capi della Branca Lupetti non venivano dati i “tizzoni” del Wood Badge, ma un vero dente di lupo come insegna di Gilwell.

    Il momento più divertente è stato un gioco sulle province pugliesi e i loro simboli regionali. Abbiamo scoperto che lo scorpione di Taranto ha tre giri sul dorso che richiamano la forma del golfo, un simbolo che risale all’epoca romana e ad Annibale. Ma la vera sorpresa è stata scoprire il vecchio distintivo regionale della Puglia: prima di quelli attuali, si portava ricamato sulla spallina o in metallo un grappolo d’uva, simbolo della nostra terra come grande produttrice vinicola.

    Abbiamo esplorato le differenze tra le vecchie associazioni maschili (ASCI) e femminili (AGI) prima della fusione in AGESCI, ammirando le uniformi nautiche degli anni ’60, le vecchie lampade a petrolio e i bastoni (alpenstock) carichi di “patacche”, le borchie metalliche che i capi applicavano per ogni campo estivo vissuto, da Livigno a San Giorgio.

    Siamo tornate a casa con gli zaini più pesanti, ma è un peso che non stanca. Abbiamo capito che il giornalismo e lo scautismo camminano sullo stesso sentiero: quello della ricerca della verità e della memoria. Che sia un articolo scritto con cura o una legatura ben stretta su una giostra, tutto parla di comunità.

    Questa impresa ci ha insegnato che per raccontare il mondo bisogna prima saperlo ascoltare, sporcandosi le mani con la corda e i piedi con la polvere della storia. Torniamo a casa con la consapevolezza che siamo parte di una catena lunghissima, iniziata nel 1922 a San Severo e che oggi, attraverso le nostre penne e i nostri fazzolettoni, continua a scrivere il futuro.

    Impresa è LASCIARE IL SEGNO!

    Qua sotto potete mettere una foto, un video, un file, un link, quello che volete per raccontare quello che avete realizzato

    A chi destiniamo la nostra impresa?

    Al nostro reparto e alla nostra comunità in quanto vorremmo condividere con loro ciò che abbiamo imparato con realtà diverse dalla nostra.

    Avete già scoperto o scoprirete quanto sia bello fare qualcosa per gli altri, che magari possa porta un miglioramento nella realtà in cui siete o collaborare con altri gruppi e associazioni. A chi potrebbero essere utili le competenze acquisite?

    VERIFICA

    Impresa è CRESCERE!

    Ecco alcune domande che vi potrebbero guidare nella verifica dell’impresa

    • Come mi sono comportato nel mio posto d’azione? • Che atteggiamento ho avuto durante l’impresa?
    • Sono stato propositivo? • Ho svolto al meglio il mio compito?
    • Qual è stato il mio impegno durante tutta l’impresa? • Cosa non ho svolto al meglio? Perché?
    • Cosa ho imparato? • Ho conquistato Specialità e/o il Brevetto?
    • Quale impegno del mio sentiero sono riuscito a portare a termine?

    FIESTA

    Quando?! Dove?! Come?! Con chi?!

    Non abbiamo dimenticato che anche la nostra bella fiesta deve essere vissuta con lo stile scout con cui abbiamo vissuto tutto il resto!

    MISSIONE

    • In cosa consiste la Missione affidatavi dai vostri capi?
    • Quali obiettivi prevede?
    • Raccontateci la vostra missione: ve l’aspettavate così?
    • Lo spirito con il quale l’avete a affrontata, gli incontri fatti, le competenze messe in gioco, le
      difficoltà nel portarla a termine, ciò che avete imparato. Arricchite la vostra relazione con foto, disegni,
      ritagli, video o quant’altro la vostra fantasia vi suggerisce! (Inviate le foto riguardanti le varie fasi di
      realizzazione della missione e non solo quelle del lavoro compiuto).

    25 Aprile 2026
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