Guidoncini Verdi Piemonte

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    Ciao!

    in questa pagina potete presentare la vostra squadriglia mettendo foto, descrizioni e tutto quello che vorrete inserire

    LA MITICA SQUADRIGLIA SAVANA

    Ciao, il mio nome è Leo

    Quest’anno sono il capo squadriglia della savana e sto lavorando sulla tappa della responsabilità

    SPECIALITà: fotografo, redattore, corrispondente radio

    BREVETTO: animazione giornalistica

    Ciao, il mio nome è Rino

    Quest’anno sono il vice capo squadriglia della savana e sto lavorando sulla tappa della competenza

    SPECIALITà: fotografo, redattore, corrispondente radio

    Ciao, il mio nome è Fante

    Quest’anno faccio parte della squadriglia savana e sto lavorando sulla tappa della scoperta

    SPECIALITà: fotografo

    13 Marzo 2024
    Presentazione
  • MISSIONE!

    La missione che ci hanno affidato i capi consisteva nel creare un piatto con le cose che trovavamo in natura e costruire col das degli utensili che ci fossero utili per il campo.

    Vi raccontiamo un po’ come è andata…

    Giorno: 01/08/2024

    Luogo: Salbertrand – Frenée

    Ore: 10.30/11.00

    Chi eravamo: Giulia, Viola, Nina e Beatrice

    È il primo di agosto e noi siamo al campo della Gironda, su a Salbertrand, in un paesino chiamato Frenée. È ormai il quinto giorno di campo ed è ora di andare in missione di squadriglia. Eravamo un po’ impaurite per la camminata perché uno dei nostri capi, Checco, ci aveva riferito che sarebbe stata molto lunga. Chiamate in quadrato per affidarci la missione di sq, è proprio Checco a tirare fuori dalla tasca una mappa regionale.

    Le nostre facce quando Checco ci ha mostrato la mappa.

    Il nostro obiettivo era arrivare fino a sopra un rifugio chiamato Rifugio Levi Molinari che si trova molto più in alto rispetto a Salbertrand. Dobbiamo ammettere che ci siamo incamminate con un po’ di paura e con già il pensiero di non riuscire ad arrivare fino al rifugio, avendo un orario di ritrovo al campo per le 16:30. Camminando camminando abbiamo incontrato la squadriglia Orsi, con cui abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. Poi ci siamo divisi, e noi Albatros siamo andate per la nostra strada. Ci siamo spronate a vicenda nel cammino, e se qualcuna di noi aveva bisogno la tiravamo su in qualche modo.

    Dopo un sentiero non molto bello siamo arrivati ad Eclause, una cittadina vicino a Frenée, dove abbiamo chiesto l’orario e delle indicazioni per il rifugio ad una famiglia del posto. Abbiamo scoperto poi che quella stessa famiglia era amica dei genitori di Nina, ma lei non li aveva riconosciuti.

    Erano quasi le 12.00 e noi eravamo ancora a 1/3 di strada. Ci siamo date da fare e in 2 ore e mezza siamo arrivate a Soullier, un paesino poco sotto al Rifugio. Erano le 14.30 e non avevamo ancora mangiato così ci siamo fermate in un posto, abbiamo acceso il fornellino e ci siamo messe a cucinare il riso liofilizzato che ci avevano dato i capi.

    Mentre cucinavamo abbiamo pensato a cosa creare come utensili e a come fare un piatto con le cose trovate in natura. Nina ha proposto delle tazze, Viola un poggia pentola, Bea dei porta bicchieri e Giulia delle ciotole. Riso pronto, abbiamo mangiato, cambiato le magliette tutte sudate e iniziato a scendere per il campo della Gironda.

    Nel tragitto abbiamo raccolto dei legnetti e dei fili d’erba per creare un piatto. Poi ci siamo fermate di nuovo ad Eclause per capire bene come costruirlo e nella breve tappa abbiamo incontrato i Rinoceronti. Piattino fatto (lo ammettiamo, va bene, era abbastanza brutto da vedere ma abbiamo fatto del nostro meglio) siamo tornate per la nostra strada.

    Se vedete una persona volare, sì è Nina…

    Arrivate al campo, abbiamo aspettato che i capi finissero di parlare con le Pantere, per poi raccontagli com’era andata la nostra missione.

    Abbiamo sfruttato il momento in cui cucinavamo per costruire i nostri utensili con il das.

    Questa è una nostra foto nell’angolo di sq.

    Un po’ di fotine del campo…

    Che questo diario di bordo possa essere utile ad altre squadriglie in cerca di un po’ di lavoro manuale e artigianale.

    Il nostro percorso finisce qui, vi mandiamo un grande abbraccio e un ancora più grande BUON SENTIERO!!!

    Uno sguardo alla squadriglia:

    • siete riusciti a realizzare l’obiettivo che avevate ideato? Si.
    • Sono stati fatti dei cambiamenti rispetto al progetto iniziale? Sì, soprattutto nella realizzazione del piatto di legno
    • Cosa ha funzionato meglio? Perché? Ha funzionato molto bene l’organizzazione perché ognuna di noi aveva un compito per arrivare all’obbiettivo.
    • Quali sono state invece le cose in cui potevamo impegnarci di più o che sarebbero potute andare meglio? Forse, se avessimo camminato un po’ più veloce, saremmo arrivate al Rifugio.
    • Ci sono stati degli imprevisti? Come li avete affrontati? Non ci sono stati imprevisti.
    • Com’è stato il rapporto tra di voi? Bellissimo e sereno con molte risate e sorrisi, come ogni volta.
    • Avete collaborato tutti per realizzare la missione? Sì, abbiamo collaborato tutte. Uno sguardo ai membri della squadriglia:
    • Avete acquisito nuove competenze? Nuove specialità e brevetti? Quali? Nina per la specialità di Fotografo.

    Uno sguardo verso l’esterno:

    • La vostra missione è stata utile a qualcuno? Speriamo alle sq future che passeranno per il nostro diario di bordo.
    • Chi avete coinvolto nella vostra realtà (quartiere, città, paese, ecc…)? Paesino
    13 Marzo 2024
    Missione
  • SECONDA IMPRESA!

    La seconda impresa che abbiamo realizzato consisteva nel tornare al laboratorio delle ceramiche per provare a maneggiare la terra.

    Vi raccontiamo un po’ come è andata…

    Giorno: 08/06/2024

    Luogo: Laboratorio delle ceramiche in Via Chiomonte 9, Torino (TO)

    Ore: 10.30

    Chi eravamo: Giulia, Nina, Viola, Karol e Beatrice

    Ci siamo incontrate io (Giulia), Viola e Bea alle ore 10.15, davanti alla sede del Regina, perché il padre di Beatrice ci avrebbe accompagnate fino al laboratorio. Karol e Nina ci aspettavano già lì al negozio. Siamo arrivate tutte e siamo entrate nel laboratorio di Rinaldo. È venuto a salutarci Elio, il grosso cane del proprietario, che è venuto a cercare coccole dalle ospiti. Che tenero (e che grande!!).

    Rinaldo ci ha accolte con un sorriso sul volto, invitandoci a seguirlo nell’altra stanza. Abbiamo posato guidone, camicie e l’abbiamo seguito. Sul tavolo davanti a noi c’erano dei blocchi di terra grigio scuro (argilla fresca) tagliati in tanti quadrati come nella foto

    Rinaldo ci ha fatto disporre intorno al tavolo in modo, più o meno, da starci tutte. Ci ha spiegato che per prima cosa, si deve tagliare in pezzi l’argilla per poi lavorarla. Lui personalmente usa un filo da pesca, più per comodità che per altro, ma si possono usare anche altri materiali. Come seconda cosa, dopo aver tagliato l’argilla in vari pezzi, si deve modellare in modo da creare una sorta di pallina sferica, perché è la forma più comune e si può creare più facilmente. Anche per la parte più pratica la sfera è molto utile perché se noi volessimo creare un piatto d’argilla, dobbiamo stenderla con un mattarello e avendo, il piatto, una forma circolare, partire da una sfera aiuta parecchio.

    Fatte le nostre sferettine, tra risate e correzioni di Rinaldo, andiamo ad applicare sulla nostra ceramica, la tecnica della Palla Cava. Inseriamo un qualunque dito, di solito il pollice, e creiamo un buco al centro della sfera, tenendola ben salda nell’altra mano. Attenzione!!! Il foro non deve essere molto profondo, altrimenti si rischia di bucare il fondo della sfera. Fatto ciò, con una mano teniamo la sfera ben salda e con due dita andiamo ad allungare i lati della sfera, così da creare un piccolo vaso cilindrico.

    Queste sono le nostre opere d’arte, molto particolari secondo Rinaldo 😂.

    Potevamo scegliere se creare dei vasi oppure delle ciotoline, tra i due cambia la pressione che si usa delle dita sui bordi della terra, se si spinge in alto e si allunga, allora si creeranno dei vasi, se si spinge solo in alto, allora creeremo delle ciotoline.

    Nella foto: Nina, Karol e Bea che modellano i loro vasi

    Una volta finito di fare i vasetti e le ciotoline, Rinaldo ci ha proposto, visto il tempo mancante, di provare a fare un’altra tecnica. La tecnica in questione si chiama Colombino e consiste nel fare una base di appoggio sempre sferica, schiacciata su un piano come questa:

    per poi andare a fare dei salamini con altra argilla.

    come vedete dalla foto, abbiamo fatto dei lunghi salamini di argilla, che poi, grazie all’aiuto della Barbottina che sarebbe terra sciolta nell’acqua, abbiamo attaccato alla nostra base. Nel complesso venivano delle figure cilindriche che noi avremmo poi, voluto o non voluto, decorare.

    Viola ha deciso di renderla liscia con un po’ di acqua e di creare una coroncina con la scritta: Albatros

    Karol ha fatto delle foglie e un fiorellino come se fosse un vaso

    Nina ha decorato il suo vasetto facendo delle figure geometriche stilizzate

    Bea rendendo la superficie liscia e scrivendoci Albatros sopra

    Giulia disegnando delle scaglie e un serpente

    Beh, nel complesso ci siamo divertite. Con Giulia e Viola che ballavano la canzone Mamma Mia degli Abba, Nina che faceva le foto, Karol e Bea che si lamentavano della ceramica sotto le unghie.

    Alla fine non avevamo soldi, quindi niente biscotti al cioccolato al mercato

    🙁

    Siamo povere che ci possiamo fare 🙈

    qui sotto una foto pazzerella di noi cinquee

    Uno sguardo alla squadriglia:

    • siete riusciti a realizzare l’obiettivo che avevate ideato? Si.
    • Sono stati fatti dei cambiamenti rispetto al progetto iniziale? No.
    • Cosa ha funzionato meglio? Perché? Ha funzionato molto bene l’organizzazione perché ognuna di noi aveva un compito per arrivare all’obbiettivo.
    • Quali sono state invece le cose in cui potevamo impegnarci di più o che sarebbero potute andare meglio? Nessuna.
    • Ci sono stati degli imprevisti? Come li avete affrontati? Non ci sono stati degli imprevisti.
    • Com’è stato il rapporto tra di voi? Bellissimo e sereno, come ogni volta.
    • Avete collaborato tutti per realizzare l’impresa? Si abbiamo collaborato tutte.

    Uno sguardo ai membri della squadriglia:

    • Avete acquisito nuove competenze? Nuove specialità e brevetti? Quali? Nina continua a lavorare alla specialità di fotografo.

    Uno sguardo verso l’esterno:

    • La vostra impresa è stata utile a qualcuno? Speriamo alle sq future che passeranno per il nostro diario di bordo.
    • Chi avete coinvolto nella vostra realtà (quartiere, città, paese, ecc…)? Città.
    13 Marzo 2024
    Seconda impresa
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